Un recente rapporto dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) ha lanciato un allarme: gli avvelenamenti legati al kratom negli Stati Uniti sono aumentati, con uno sconcertante aumento del 1.200% negli ultimi dieci anni. Tuttavia, gli esperti medici avvertono che queste statistiche potrebbero essere fuorvianti, poiché non riescono a distinguere tra la pianta naturale e i nuovi pericolosi derivati sintetici.
Questa distinzione è al centro di un crescente conflitto tra i regolatori che cercano di frenare l’abuso di farmaci e i pazienti che fanno affidamento sulla pianta naturale per la gestione del dolore e il recupero dalla dipendenza.
Il fattore 7-OH: una nuova minaccia sintetica
Il fattore principale dietro il recente picco di avvelenamenti sembra essere l’emergere della 7-idrossimitraginina (7-OH). Sebbene il 7-OH esista in tracce all’interno della pianta naturale Mitragyna speciosa, viene sempre più isolato e commercializzato come un alcaloide concentrato “superiore”.
Gli esperti notano diversi problemi critici con l’aumento di 7-OH:
– Confusione nel marketing: il 7-OH viene spesso venduto nelle bevande energetiche e in altri prodotti con il pretesto di “kratom”, portando i consumatori e i centri antiveleni a confondere i due.
– Rischi simili agli oppioidi: a differenza della pianta naturale, il 7-OH concentrato comporta rischi significativi, tra cui dipendenza grave, intensi sintomi di astinenza e depressione respiratoria, la causa principale di overdose fatale da oppioidi.
– Profili di sicurezza: Mentre il 7-OH agisce pesantemente sui recettori degli oppioidi, il kratom naturale interagisce con una gamma più ampia di recettori (compresi quelli adrenergici e della serotonina), il che potrebbe spiegare perché non presenta l’euforia estrema e i rischi respiratori letali degli oppioidi classici.
Un’ancora di salvezza per il dolore cronico e il recupero
Nonostante i pericoli posti dai derivati sintetici, molti consumatori vedono il kratom naturale come uno strumento vitale per gestire condizioni che alterano la vita. Per una parte significativa della base di utenti, kratom ha due scopi principali:
- Gestione del dolore cronico: Molti consumatori soffrono di condizioni debilitanti come l’osteoartrite e utilizzano la pianta per gestire il dolore senza gli alti rischi associati agli oppioidi da prescrizione.
- Recupero dalle dipendenze: Circa il 40% degli utilizzatori di kratom riferisce di utilizzare la sostanza per favorire il recupero dalla dipendenza da oppioidi, alcol o stimolanti.
Per molti, il passaggio al kratom è una questione di necessità. I pazienti a cui è stata revocata la prescrizione di oppioidi o che non possono permettersi i trattamenti tradizionali per la dipendenza, spesso si rivolgono al kratom per evitare l’agonia fisica “insopportabile” dell’astinenza.
Il pericolo dei “divieti generali”
L’attuale tendenza normativa tende al divieto totale, ma gli esperti sostengono che trattare il kratom naturale e il 7-OH sintetico come la stessa sostanza è un errore scientifico.
“Questi prodotti possono offrire benefici significativi ad alcuni individui, e tali benefici potrebbero andare perduti se l’accesso fosse limitato in modo troppo ampio”, avverte Austin Zamarripa, professore di psichiatria alla Johns Hopkins University.
La spinta verso divieti generalizzati solleva diverse preoccupazioni:
– Perdita di accesso terapeutico: Proibire la pianta naturale potrebbe privare di uno strumento di gestione per coloro che sono in convalescenza o che convivono con dolore cronico.
– Disallineamento normativo: gli esperti suggeriscono che invece di un divieto totale, le autorità di regolamentazione dovrebbero concentrarsi sul controllo rigoroso dei prodotti concentrati di 7-OH, che rappresentano la minaccia più immediata per la sicurezza pubblica.
– Rischi non affrontati: Sebbene il kratom naturale sia considerato relativamente sicuro, gli esperti continuano a notare rischi come la potenziale contaminazione da metalli pesanti e la possibilità che i consumatori “ciclino” tra il kratom e potenti oppioidi come il fentanil.
Conclusione
L’aumento degli avvelenamenti legati al kratom evidenzia la necessità fondamentale di una regolamentazione sfumata. Mentre l’aumento del 7-OH sintetico rappresenta una vera e propria crisi per la salute pubblica, un divieto generale della pianta naturale rischia di danneggiare una popolazione vulnerabile che fa affidamento su di essa per alleviare il dolore e recuperare dalla dipendenza.





























