Recenti modelli meteorologici suggeriscono che la Terra potrebbe essere sull’orlo di un “Super El Niño”, un evento climatico così potente da meritarsi soprannomi come “Godzilla El Niño”. Se queste proiezioni dovessero rivelarsi vere, il mondo potrebbe affrontare un anno di eventi meteorologici estremi, stabilendo potenzialmente nuovi record per le temperature globali.
Cosa definisce un “Super” El Niño?
El Niño è un fenomeno climatico naturale guidato dai cambiamenti nell’Oceano Pacifico. In condizioni normali, gli alisei soffiano da est a ovest, spingendo l’acqua calda superficiale verso l’Asia. Durante un evento di El Niño, questi venti si indeboliscono, consentendo all’acqua calda di rifluire verso il Pacifico centrale e orientale.
Sebbene El Niño si verifichi ogni pochi anni, la sua intensità viene misurata da quanto più calde diventano le temperature della superficie del mare del Pacifico centrale rispetto alle medie a lungo termine:
– El Niño standard: Le temperature raggiungono 0,5°C sopra la media.
– Forte/Super El Niño: Le temperature aumentano di 2°C o più sopra la media.
Storicamente, i “super” eventi sono rari, essendosi verificati solo durante i massicci cambiamenti climatici del 1982-83, 1997-98 e 2015-16.
Le previsioni attuali: posta in gioco alta e grande incertezza
I dati attuali mostrano una tendenza insolita al riscaldamento. Negli ultimi mesi, i venti occidentali hanno spinto enormi quantità di acqua calda verso il Pacifico centrale.
Le prospettive sono attualmente un mix di alta probabilità e cautela scientifica:
* Le proiezioni: Alcuni modelli del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF) suggeriscono una probabilità del 50% di un’anomalia della temperatura di 2,5°C entro ottobre. Se alcuni modelli fossero corretti, potremmo assistere al più forte El Niño mai registrato.
* La “barriera della primavera”: I meteorologi rimangono cauti a causa della “barriera della prevedibilità della primavera”, un periodo in cui i modelli atmosferici sono notoriamente difficili da modellare con precisione. Non si prevede una certezza più chiara fino a maggio o giugno.
Disastri globali: una storia di due estremi
Un El Niño non cambia solo l’oceano; sposta la circolazione atmosferica attraverso “teleconnessioni”, alterando i modelli meteorologici a migliaia di chilometri di distanza. Questo crea un effetto “altalena” di condizioni meteorologiche estreme:
🌊 Aree a rischio inondazioni
Lo spostamento dell’umidità spesso porta forti piogge e condizioni tempestose a:
– Le coste meridionali del Nord e del Sud America.
– Il Corno d’Africa.
– Cina.
Contesto storico: In seguito all’evento del 1997-98, le inondazioni nella valle cinese del fiume Yangtze causarono danni per 20 miliardi di dollari e causarono la morte di 3.000 persone.
🔥 Aree a rischio siccità
Al contrario, altre regioni si trovano ad affrontare gravi periodi di siccità, che aumentano il rischio di incendi e di perdita dei raccolti:
– Australia e Sud-Est asiatico.
– Africa centrale e meridionale.
– India e foresta amazzonica.
Nota sugli uragani: È interessante notare che El Niño può effettivamente ridurre l’attività degli uragani lungo la costa orientale degli Stati Uniti e i Caraibi aumentando il “wind shear”, che impedisce alle tempeste di organizzarsi in grandi uragani.
La connessione al cambiamento climatico: un ciclo intensificato
Una domanda fondamentale per gli scienziati è se il cambiamento climatico stia rendendo questi eventi più frequenti o più intensi. Sebbene i dati siano complessi, poiché anche la temperatura “di base” sta aumentando, il consenso è che il riscaldamento globale sta amplificando gli impatti.
Pensa al cambiamento climatico come a una marea crescente e a El Niño come a un’onda massiccia che colpisce quella marea. Il risultato è un’impennata molto più grande.
“La chiamiamo intensificazione del ciclo idrologico”, spiega Tim Stockdale dell’ECMWF. Poiché un’atmosfera più calda trattiene più umidità e il suolo evapora più velocemente, la siccità diventa più secca e le inondazioni più violente.
La soglia di 1,5°C
Se si sviluppasse un Super El Niño, potrebbe aumentare la temperatura globale di circa 0,2°C. Dato che ci stiamo già avvicinando ai limiti fissati dall’Accordo di Parigi, gli esperti avvertono che un massiccio evento di El Niño potrebbe spingere le temperature globali oltre la soglia critica di 1,5°C già nel 2027.
Conclusione
Un Super El Niño rappresenta uno “shock” significativo per il sistema climatico globale. Sebbene si tratti di un ciclo naturale, la sua interazione con un pianeta in via di riscaldamento minaccia di trasformare modelli meteorologici prevedibili in eventi climatici estremi, costosi e pericolosi per la vita.





























