Una potenziale svolta nella gestione del dolore: il nuovo oppioide sintetico mostra un rischio di dipendenza inferiore negli studi sui roditori

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Un nuovo oppioide sintetico, sviluppato per combattere il dolore grave, può offrire un’alternativa più sicura a sostanze che creano dipendenza come la morfina e il fentanil. Ricerche recenti suggeriscono che questo nuovo composto, noto come DFNZ, potrebbe fornire un potente sollievo dal dolore senza l’estrema depressione respiratoria o l’intensa euforia che spesso porta a overdose e dipendenza.

La sfida del moderno sollievo dal dolore

La comunità medica si trova da tempo di fronte ad una “arma a doppio taglio” per quanto riguarda gli oppioidi. Sebbene questi farmaci non abbiano eguali nel trattamento del dolore derivante da interventi chirurgici, traumi e malattie croniche, comportano effetti collaterali devastanti:
Euforia: inondando il cervello di dopamina, gli oppioidi creano uno “sballo” che porta all’abuso ricreativo.
Tolleranza: i pazienti spesso necessitano di dosi sempre più elevate per ottenere lo stesso effetto.
Depressione respiratoria: dosi elevate possono rallentare o arrestare la respirazione, che è la causa principale di overdose fatale.

Storicamente, una classe di potenti oppioidi chiamati nitazenes è stata sviluppata negli anni ’50. Sebbene fossero 1.000 volte più potenti della morfina, furono in gran parte abbandonati a causa del loro alto rischio di overdose. Recentemente, tuttavia, i nitazeni sono riemersi come pericolose droghe da strada, evidenziando l’urgente necessità di alternative sintetiche più sicure e controllate.

La scoperta di DFNZ

In uno studio pubblicato sulla rivista Nature, il farmacologo Michael Michaelides e il suo team hanno introdotto DFNZ, un nitazene recentemente brevettato. Il farmaco sembra risolvere due importanti problemi associati agli oppioidi tradizionali:

  1. Rischio di overdose ridotto: A differenza di molti altri nitazeni, DFNZ non sopprime la respirazione in modo così aggressivo.
  2. Potenziale euforico inferiore: il farmaco non innesca i massicci picchi di dopamina tipicamente associati allo “sballo” che porta alla dipendenza.

Testare la dipendenza in laboratorio

Per valutare il potenziale di dipendenza del farmaco, i ricercatori hanno condotto test di “autosomministrazione” sui ratti. Utilizzando un sistema di pressione a leva, ai roditori è stato permesso di attivare le proprie dosi di DFNZ o di morfina.

I risultati hanno fornito un quadro sfumato del profilo del farmaco:
Potenziale di dipendenza: Entrambi i farmaci sono stati premuti dai ratti, indicando che DFNZ possiede ancora alcune qualità di dipendenza.
Gravità dell’astinenza: i ratti privati ​​della morfina hanno mostrato sintomi di astinenza molto più intensi, come tremori e battito dei denti, rispetto a quelli privati ​​di DFNZ.
Recupero comportamentale: I ratti a cui è stata negata la morfina hanno continuato a premere la leva nel futile tentativo di ottenerne di più, mentre i ratti a cui è stata negata la morfina hanno cessato il comportamento molto più velocemente.

Inoltre, lo studio ha esplorato il potenziale di DFNZ come trattamento per il disturbo da uso di oppioidi. Quando ai ratti è stata somministrata eroina, quelli trattati con DFNZ (o fentanil) hanno premuto la leva significativamente meno di quelli trattati con un placebo, suggerendo che il farmaco potrebbe aiutare a frenare la voglia di usare eroina, proprio come i trattamenti attuali come il metadone.

Domande critiche e la strada da percorrere

Anche se i risultati sono promettenti, gli esperti invitano alla cautela. La dottoressa Natashia Swalve, una neuroscienziata comportamentale non coinvolta nello studio, ha osservato che sebbene DFNZ mostri un “potenziale di dipendenza più debole”, non è del tutto esente da rischi.

Rimangono diverse domande chiave prima che DFNZ possa essere considerato uno strumento medico praticabile:
Il fattore dolore: Lo studio attuale non ha tenuto conto di quanto il dolore cronico e costante possa influenzare la dipendenza. Un paziente che soffre di un dolore intenso sarebbe più propenso a cercare il farmaco indipendentemente dall’euforia?
Sicurezza del dosaggio: i ricercatori hanno testato solo dosi antidolorifiche. Non è noto come si comporti il ​​farmaco a dosi più elevate e potenzialmente pericolose.
Traduzione clinica: Passare dai modelli di roditori ai pazienti umani è un passo enorme.

“DFNZ potrebbe essere potenzialmente utilizzato per il trattamento del disturbo da uso di oppioidi… ma rigorosi studi clinici multifase dovrebbero prima dimostrarne la sicurezza e l’efficacia.” — Michael Michaelides

Conclusione

DFNZ rappresenta un passo significativo verso la dissociazione del sollievo dal dolore dall’alto rischio di dipendenza e overdose fatale. Tuttavia, con test clinici rigorosi e ostacoli normativi da affrontare, potrebbe passare almeno un decennio prima che questo composto raggiunga i reparti ospedalieri.