Una nuova ricerca rivela che nel profondo della calotta glaciale della Groenlandia, il calore sta determinando un fenomeno sorprendente: la convezione termica, dove il ghiaccio più caldo e morbido sale attraverso strati più freddi in un modo sorprendentemente simile alla roccia fusa che ribolle sotto la crosta terrestre. Questa scoperta mette in discussione la comprensione convenzionale del comportamento delle calotte glaciali e ha implicazioni per la previsione del futuro innalzamento del livello del mare.
La scoperta inaspettata
Per oltre un decennio, le immagini radar hanno mostrato peculiari strutture simili a pennacchi che distorcevano le formazioni di ghiaccio stratificate nelle profondità della Groenlandia. Queste strutture, non correlate alla topografia del substrato roccioso sottostante, hanno lasciato perplessi gli scienziati. Le teorie iniziali suggerivano come possibili cause il ricongelamento dell’acqua di fusione o la migrazione del ghiaccio scivoloso, ma uno studio recente propone una spiegazione più radicale: la convezione termica.
I ricercatori dell’Università di Bergen in Norvegia hanno utilizzato modelli computerizzati avanzati, tipicamente applicati al mantello terrestre, per simulare la calotta glaciale. I modelli hanno dimostrato che in determinate condizioni, il calore che sale dal nucleo della Terra potrebbe creare pennacchi verso l’alto di ghiaccio più caldo e morbido, imitando le forme osservate nelle scansioni radar.
Perché è importante
La calotta glaciale della Groenlandia contiene un immenso volume di acqua ghiacciata, circa l’80% della massa continentale dell’isola, e il suo scioglimento è uno dei principali fattori che determinano l’innalzamento globale del livello del mare. Comprendere le dinamiche interne di questa calotta glaciale è fondamentale per proiezioni climatiche accurate.
La convezione suggerisce che la base della calotta glaciale della Groenlandia potrebbe essere significativamente più morbida di quanto si pensasse in precedenza. Questo perché i risultati del modello si allineano con il calore che fluisce dal nucleo della Terra, generato dal decadimento radioattivo e dal calore residuo derivante dalla formazione del pianeta. Anche se l’effetto è impercettibile, nel corso dei millenni potrebbe essere sufficiente ad ammorbidire e riscaldare il ghiaccio sovrastante.
Implicazioni e ricerca futura
La scoperta non significa che la calotta glaciale sia sull’orlo di un rapido collasso. Rimane solido, scorrendo su scale temporali geologiche. Tuttavia, ciò sottolinea che il ghiaccio non è semplicemente un solido statico. Invece, è capace di comportamenti dinamici e guidati dal calore che sono stati precedentemente sottovalutati.
Sono necessarie ulteriori ricerche per determinare in che modo la convezione influenza l’evoluzione della calotta glaciale e il suo contributo all’innalzamento del livello del mare. Ciò include il perfezionamento dei modelli, la raccolta di più dati radar e l’esecuzione di misurazioni in situ per confermare l’esistenza della convezione nel mondo reale.
“La calotta glaciale della Groenlandia è davvero speciale”, afferma il glaciologo Robert Law. “Più impariamo sui suoi processi nascosti, meglio saremo attrezzati per prepararci ai cambiamenti che avverranno sulle coste di tutto il mondo”.





























