Presentazione di Vela-Banzi: il gigante nascosto che strattona la nostra galassia

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Gli astronomi hanno scoperto le reali dimensioni di un’enorme struttura cosmica nascosta dietro le strisce di polvere della nostra Via Lattea. Conosciuto come Superammasso delle Vele, questo enorme insieme di galassie è significativamente più grande e massiccio di quanto si credesse in precedenza. La sua attrazione gravitazionale è così forte che influenza il movimento delle galassie attraverso il nostro angolo locale dell’universo, agendo come uno dei principali motori dei “flussi cosmici”.

Scrutare nella “Zona di Evitamento”

Per decenni, gli astronomi hanno definito un’ampia porzione del cielo la “Zona di evitamento”. Questa regione si trova direttamente dietro il denso disco della nostra galassia, la Via Lattea. Poiché la nostra galassia è piena di nubi di polvere e gas interstellari, la luce visibile proveniente dagli oggetti distanti dietro questo velo viene bloccata o profondamente arrossata, rendendoli quasi invisibili ai tradizionali telescopi ottici.

Questa zona copre circa il 20% dell’intero cielo dal punto di vista della Terra. Di conseguenza, una quantità significativa di beni immobili cosmici è rimasta in gran parte inesplorata. Tuttavia, i recenti progressi nel campo della radioastronomia hanno permesso agli scienziati di aggirare queste barriere polverose. Le onde radio, a differenza della luce visibile, possono attraversare la polvere interstellare relativamente senza ostacoli, rivelando le strutture nascoste in agguato al suo interno.

Il mistero del flusso cosmico in eccesso

Il Supercluster Vela è stato identificato per la prima volta nel 2016 da un team guidato da Renée C. Kraan-Korteweg dell’Università di Cape Town. Situato a circa 870 milioni di anni luce, inizialmente si pensava che fosse enorme. Tuttavia, le osservazioni suggerivano una discrepanza: la massa conosciuta di Vela non sembrava sufficiente a spiegare le attrazioni gravitazionali osservate nelle galassie vicine.

Gli astronomi studiano questi movimenti attraverso i “flussi cosmici” : sottili deviazioni nei movimenti delle galassie causate dall’attrazione gravitazionale di strutture massicce. Questi flussi sono simili alle maree in un oceano, dove grandi masse attirano la materia verso di sé. Mentre è noto che altri giganti come il Grande Attrattore e il Superammasso Shapley (a 650 milioni di anni luce di distanza) guidano tali flussi, il movimento osservato in questa regione supera ciò che la massa precedentemente calcolata di Vela potrebbe spiegare.

Vela-Banzi: rivelato un superammasso

Per risolvere questo mistero, un nuovo studio condotto da Amber Hollinger dell’Università Claude Bernard di Lione 1 in Francia, in collaborazione con il team di Kraan-Korteweg, ha analizzato nuovi dati estesi. Hanno combinato 65.518 misurazioni della distanza delle galassie dal catalogo CosmicFlows con 8.283 nuovi spostamenti verso il rosso delle galassie osservati vicino al piano della Via Lattea.

Fondamentalmente, il team ha utilizzato i dati di due importanti strutture sudafricane:
* SALT (Southern African Large Telescope): Fornite osservazioni ottiche.
* MeerKAT Radio Telescope Array: Rilevate emissioni radio dal gas idrogeno in galassie lontane, consentendo agli astronomi di vedere attraverso la polvere della Via Lattea.

L’analisi ha rivelato che il Superammasso Vela è composto da due pareti di ammassi di galassie, ciascuna con un nucleo denso e massiccio, che si muovono l’una verso l’altra sotto la gravità. I calcoli aggiornati mostrano che Vela contiene circa 33.800 trilioni di masse solari di materiale distribuito su un volume largo 300 milioni di anni luce.

Perché è importante

La scoperta ridefinisce la nostra comprensione del paesaggio gravitazionale dell’universo locale. Il Superammasso Vela è ora paragonabile in massa al Superammasso Shapley ed esercita un’influenza gravitazionale che supera quella del Grande Attrattore. Ciò spiega i flussi cosmici precedentemente sconosciuti, poiché la massa della Vela è sufficiente per attirare le galassie circostanti con una forza immensa.

Il gruppo di ricerca ha soprannominato questa struttura rivelata “Vela-Banzi,” che significa “rivelare ampiamente” in isiXhosa, una lingua parlata in Sud Africa. Questo nome riflette sia il metodo di scoperta – guardare attraverso il velo di polvere – sia la visibilità più ampia che porta al nostro vicinato cosmico.

“Questa scoperta aiuta a completare la nostra mappa dell’Universo vicino. Per la prima volta possiamo vedere chiaramente uno dei principali attori gravitazionali nascosto dietro la nostra galassia.”

Conclusione

L’inaugurazione di Vela-Banzi dimostra come la moderna radioastronomia possa penetrare i punti ciechi dell’osservazione tradizionale. Mappando questo gigante nascosto, gli astronomi hanno corretto la nostra comprensione delle forze gravitazionali locali, dimostrando che le strutture che modellano il nostro vicinato cosmico sono ancora più massicce e interconnesse di quanto precedentemente immaginato.