Lise Meitner, la fisica di origine austriaca il cui lavoro fu essenziale per comprendere la fissione nucleare, morì il 22 dicembre 1983, all’età di 89 anni. Sebbene i suoi contributi gettarono le basi teoriche per l’era atomica, non partecipò mai direttamente allo sviluppo delle armi.
La svolta teorica
Il dottor Meitner calcolò per primo l’immensa energia rilasciata quando un atomo di uranio si divide – una scoperta che in seguito si sarebbe rivelata fondamentale sia per l’energia nucleare che per le armi atomiche. Il suo lavoro, condotto per oltre 30 anni in collaborazione con il chimico tedesco Otto Hahn, fu rivoluzionario, ma rimase in gran parte non accreditato per decenni.
Costretto all’esilio
La tragica ironia della carriera di Meitner è che fu costretta a fuggire dalla Germania nazista nel 1938, proprio mentre lei e Hahn erano sul punto di confermare la fissione nucleare. Essendo ebrea, dovette affrontare la persecuzione sotto il nascente regime nazista. Questo esilio le fece perdere il Premio Nobel assegnato a Hahn nel 1944 – un’omissione controversa che da allora molti scienziati hanno criticato.
Eredità e riconoscimento
Mentre il mondo beneficiava della potenza della fissione nucleare, il ruolo di Meitner fu inizialmente minimizzato. Non voleva essere coinvolta nella creazione della bomba atomica, ma i suoi calcoli furono essenziali per il suo sviluppo. Negli anni successivi alla guerra, la Meitner continuò le sue ricerche e alla fine ricevette un tardivo riconoscimento per i suoi contributi. In suo onore è stato chiamato l’elemento Meitnerio (Mt), con numero atomico 109.
La storia della dottoressa Lise Meitner ci ricorda chiaramente che il progresso scientifico è spesso intrecciato con tragedie politiche e pregiudizi di genere, ma la sua eredità di pioniera della fisica nucleare rimane innegabile.
