Gli astronomi hanno catturato uno spettacolo ad alta energia a 7.000 anni luce di distanza, osservando un buco nero di massa stellare che “cannibalizza” una stella vicina ed emette getti di energia con la potenza di 10.000 soli.
Utilizzando i dati dello Square Kilometer Array Observatory (SKA), i ricercatori hanno ottenuto uno sguardo raro e misurabile sulla meccanica delle esplosioni dei buchi neri, una scoperta che potrebbe servire come un “ancora” vitale per comprendere come anche i buchi neri più grandi dell’universo influenzano le galassie che li ospitano.
L’anatomia di Cygnus X-1
L’oggetto di questo studio è il Cygnus X-1 (Cyg X-1), una delle sorgenti di raggi X più importanti nel cielo. Il sistema è una violenta partnership binaria composta da:
– Un buco nero di massa stellare: Si stima che abbia circa 21 volte la massa del nostro Sole.
– Una stella supergigante blu: una massiccia stella donatrice situata a soli 30 milioni di miglia (48 milioni di km) di distanza dal buco nero.
La relazione è parassitaria. La supergigante blu emette potenti venti stellari, rilasciando materiale che viene attirato verso il buco nero. Poiché questa materia possiede momento angolare, non può cadere direttamente nell’abisso; invece, ruota in un disco di accrescimento appiattito e surriscaldato. Questo processo genera le intense emissioni di raggi X che rendono Cyg X-1 così visibile ai telescopi.
I Jet “Danzanti”.
Non tutta la materia consumata dal buco nero viene inghiottita. Invece, una parte viene incanalata verso i poli del buco nero ed espulsa nello spazio sotto forma di getti massicci.
Le caratteristiche principali di questi getti includono:
– Velocità estrema: viaggiano a circa 336 milioni di miglia all’ora (150.000 km/s), circa metà della velocità della luce.
– Movimento irregolare: Il ricercatore capo Steve Prabu dell’Università di Oxford ha descritto i jet come “danzanti”. Invece di sparare in linea retta, i getti sembrano deviare e oscillare.
– La causa della danza: I ricercatori hanno determinato che gli intensi venti stellari provenienti dalla stella compagna spingono fisicamente contro i getti, facendoli cambiare direzione mentre i due oggetti orbitano l’uno attorno all’altro.
Perché è importante: calibrare il cosmo
Questa osservazione fornisce molto più di una semplice visuale spettacolare; offre una prova matematica cruciale.
Per anni, gli astrofisici hanno operato sulla base di un presupposto teorico: circa il 10% dell’energia rilasciata dalla materia che cade in un buco nero viene trasportata via da questi getti. Anche se questo è stato un punto fermo delle simulazioni dell’universo su larga scala, è notoriamente difficile da dimostrare attraverso l’osservazione diretta. I dati Cyg X-1 hanno ora fornito questa conferma.
Dalla massa stellare al supermassiccio
Questa scoperta crea un ponte tra diverse scale di fenomeni cosmici. La fisica che governa un piccolo buco nero come Cyg X-1 è notevolmente simile alla fisica dei buchi neri supermassicci, i giganti che risiedono al centro di galassie che sono milioni o miliardi di volte più massicci del Sole.
“Ancorando” la loro comprensione con queste precise misurazioni di Cyg X-1, gli scienziati possono ora calibrare in modo più accurato la quantità di getti di energia provenienti da buchi neri supermassicci distanti che stanno pompando nei loro ambienti. Mentre lo Square Kilometer Array Observatory continua la sua costruzione in Australia e Sud Africa, gli astronomi si aspettano di utilizzare questa nuova linea di base per misurare la potenza dei getti in milioni di galassie distanti.
Questa ricerca conferma un modello teorico di lunga data, fornendo uno strumento di calibrazione vitale che consente agli scienziati di ampliare la loro comprensione dai piccoli buchi neri stellari ai giganti supermassicci che modellano l’architettura dell’universo.






























