La fecondazione in vitro (IVF) si basa sulla precisa somministrazione di ormoni, in genere attraverso iniezioni giornaliere. Un nuovo studio suggerisce una potenziale alternativa: un cerotto con microaghi attivato dalla luce che rilascia ormoni in modo indolore e automatico. La ricerca preliminare sui ratti dimostra la fattibilità di questo metodo, offrendo una soluzione futura al disagio e ai disagi affrontati dai pazienti sottoposti a fecondazione in vitro.
Il problema con gli attuali protocolli di fecondazione in vitro
Le iniezioni ormonali giornaliere rappresentano un grosso onere per i pazienti sottoposti a fecondazione in vitro. Queste iniezioni, sebbene efficaci, sono spesso descritte come dolorose e richiedono il rigoroso rispetto di un programma. Dosi dimenticate o somministrazioni incoerenti possono ridurre significativamente le percentuali di successo. I ricercatori stimano che la somministrazione incoerente dei farmaci sia un fattore chiave nei fallimenti della fecondazione in vitro, evidenziando la necessità di metodi più affidabili.
Come funziona il cerotto con microaghi
Il cerotto utilizza aghi microscopici caricati con nanoparticelle contenenti ormoni. Queste particelle sono rivestite di un materiale che si rompe se esposto alla luce del vicino infrarosso (NIR). Quando il cerotto è illuminato, il rivestimento si dissolve, rilasciando l’ormone direttamente nel flusso sanguigno.
- Attivazione della luce: Il cerotto è pre-programmato per rilasciare ormoni a intervalli precisi utilizzando la luce NIR, eliminando la necessità di iniezioni manuali.
- Trasporto indolore: Gli aghi penetrano solo nello strato esterno della pelle (strato corneo), evitando le terminazioni nervose e garantendo un’esperienza indolore.
- Effetti collaterali ridotti al minimo: Le nanoparticelle stesse rimangono contenute all’interno del cerotto, prevenendo l’accumulo negli organi, un problema riscontrato con altre terapie basate sulle nanoparticelle.
Risultati dello studio sui ratti
Test sui ratti hanno dimostrato che il cerotto ha rilasciato con successo l’ormone leuprolide senza rilasciare nanoparticelle dannose nel corpo. L’ormone è entrato nel flusso sanguigno come previsto, suggerendo che il sistema funziona come previsto. Tuttavia, i ricercatori devono ancora confermare se questo metodo di consegna stimola efficacemente la maturazione degli ovuli, un passaggio fondamentale nella fecondazione in vitro.
Sfide e ricerca futura
Sebbene promettente, la tecnologia deve affrontare diversi ostacoli prima dell’uso clinico:
- Variabilità della pelle: Lo spessore della pelle e il flusso sanguigno differiscono da un paziente all’altro, influenzando potenzialmente la penetrazione della luce e il rilascio dell’ormone.
- Limiti di dose: I prototipi attuali forniscono piccole dosi. Il ridimensionamento per adattarsi ai protocolli IVF standard richiede patch più grandi o una maggiore densità di nanoparticelle.
- Biocompatibilità a lungo termine: È fondamentale garantire che i materiali del cerotto rimangano inerti e non tossici per periodi prolungati.
I ricercatori stanno ora conducendo ulteriori studi sui ratti per perfezionare il sistema e ottimizzare la consegna degli ormoni. Il team mira ad affrontare le limitazioni della dose e dimostrare l’efficacia del cerotto nel promuovere la maturazione delle uova.
Il successo di questa tecnologia dipende dalla dimostrazione di sicurezza e scalabilità a lungo termine. Se superato, questo cerotto con microaghi potrebbe rivoluzionare la fecondazione in vitro, rendendo la somministrazione dell’ormone più semplice, più coerente e meno dolorosa per i pazienti di tutto il mondo.






























