Per secoli i calcoli renali sono stati considerati formazioni puramente minerali. Ma un nuovo studio dell’Università della California a Los Angeles (UCLA) ha ribaltato questa ipotesi: batteri vivi e biofilm complessi sono stati trovati all’interno del tipo più comune di calcoli renali, l’ossalato di calcio. Questa scoperta ha implicazioni di vasta portata sul modo in cui comprendiamo, preveniamo e trattiamo questa condizione terribilmente comune.
Sfatato il presupposto a lungo sostenuto
I calcoli di ossalato di calcio costituiscono circa l’80% di tutti i casi di calcoli renali. Fino ad ora, secondo il consenso medico, si formavano attraverso la semplice cristallizzazione dei sali nelle urine, un processo puramente chimico e fisico. La ricerca del team dell’UCLA dimostra che questo non è il quadro completo.
“Questa svolta sfida l’ipotesi di lunga data secondo cui questi calcoli si sviluppano esclusivamente attraverso processi chimici e fisici”, spiega l’urologo Kymora Scotland. “Invece, dimostra che i batteri possono risiedere all’interno delle pietre e possono contribuire attivamente alla loro formazione.”
Come i batteri possono formare calcoli renali
Lo studio, pubblicato su una rivista sottoposta a revisione paritaria, ha scoperto non solo batteri sul pietre ma che prosperano all’interno delle strutture cristalline, formando anche biofilm. Ciò suggerisce un nuovo meccanismo per la formazione dei calcoli: i batteri possono seminare la crescita iniziale dei cristalli, per poi rimanere intrappolati mentre i calcoli si espandono.
Questa non è la prima volta che i batteri vengono collegati ai calcoli renali. È già noto che i calcoli di struvite (2-6% dei casi) sono causati da un’infezione batterica. Tuttavia, la prevalenza dei batteri nei calcoli di ossalato di calcio, molto più comuni, era precedentemente sconosciuta.
Le implicazioni per il trattamento
La scoperta apre potenziali nuove strade terapeutiche. Se i batteri contribuiscono alla formazione dei calcoli, prendere di mira l’ambiente microbico potrebbe prevenire o dissolvere i calcoli esistenti. I ricercatori suggeriscono anche che questo potrebbe spiegare perché le infezioni ricorrenti del tratto urinario spesso portano a calcoli renali ricorrenti.
“Abbiamo trovato un nuovo meccanismo di formazione dei calcoli che potrebbe aiutare a spiegare perché queste pietre sono così comuni”, afferma Scotland. “Questi risultati possono anche aiutare a spiegare le connessioni tra infezioni ricorrenti del tratto urinario e formazione ricorrente di calcoli renali, e fornire approfondimenti sul potenziale trattamento futuro per queste condizioni”.
Oltre i calcoli di calcio
Lo studio si è concentrato specificamente sui calcoli di ossalato di calcio, ma i ricercatori ipotizzano che i batteri possano svolgere un ruolo altrettanto trascurato nella formazione di altri tipi di calcoli renali. L’attuale comprensione di queste altre formazioni rimane incompleta.
Il team sta ora conducendo ulteriori ricerche per capire esattamente quali batteri sono coinvolti, perché alcuni pazienti sono più sensibili ai calcoli batterici e come indirizzare al meglio questo meccanismo per la prevenzione e il trattamento. I risultati suggeriscono che i calcoli renali potrebbero essere meglio descritti come “biocompositi organico-inorganici”, in cui i biofilm batterici svolgono un ruolo fondamentale.
“Il nostro team multi-istituzionale sta attualmente eseguendo studi per determinare come interagiscono i batteri e i calcoli renali a base di calcio”, afferma Scotland. “Vogliamo capire esattamente cosa rende alcuni pazienti particolarmente suscettibili alla formazione ricorrente di calcoli, e cosa riguarda queste particolari specie di batteri che consentono loro di nucleare questi calcoli”.
Si tratta di un cambiamento significativo nella comprensione medica di una condizione che colpisce decine di milioni di persone in tutto il mondo. Sono cruciali ulteriori ricerche, ma il paradigma è cambiato: i calcoli renali potrebbero non essere solo una questione di chimica, ma un processo biologico complesso che coinvolge organismi viventi.






























